L’importante funzione del taglio è essenzialmente quella di esplicitare la bellezza intrinseca di una gemma al massimo livello possibile.Dato che implica delle preferenze estetiche sulle quali non c’è una convergenza di vedute molto ampia, il taglio rappresenta quindi l’aspetto più soggettivo di tutte le caratteristiche delle pietre che sono lavorate, specialmente in merito alla forma definitiva e alla sfaccettatura della pietra preziosa.
Al contrario dei diamanti, le altre pietre preziose possiedono delle proprietà ottiche molto eterogenee e così non vengono di solito tagliate secondo delle linee di pensiero comuni. Esistono centinaia di tagli diversi e di volta in volta si applica quello che si ritiene il più adatto del caso.
Una pietra preziosa tagliata bene è brillante ed esibisce, assieme al colore, un certo numero di inclusioni che in quantità accettabile non pregiudicano la bellezza dell’insieme. Se si cerca di eliminare tutte queste inclusioni nel taglio, allora c’è il rischio di far diventare la pietra microscopica, rendendola praticamente inutilizzabile.
Il taglio diventa quindi un aspetto della lavorazione di importanza fondamentale in quanto deve bilanciare due esigenze ben diverse: la manifestazione della bellezza della gemma e il mantenimento del più alto numero possibile di carati.
Nelle pietre preziose tagliate bene, la maggior parte della luce viene riemessa con la brillantezza. Al contrario una gemma tagliata in modo superficiale presenta la luce che vi passa attraverso, creando il cosiddetto effetto finestra.
Nell’immagine qui in basso si vedono due gemme di tormalina verde; a sinistra una gemma tagliata nel modo corretto, mentre a destra una con l’effetto finestra: si vedono le lettere al di sotto come se la pietra fosse di vetro.

Si utilizza con le pietre preziose opache o poco limpide, come il quarzo e l’ambra, ma anche con pietre molto più pregiate come il rubino e lo zaffiro.